Credenze limitanti nel lavoro: come riconoscerle (e superarle prima che blocchino la tua crescita)

Disimparare per crescere

Credenze limitanti nel lavoro: come riconoscerle (e superarle prima che blocchino la tua crescita)

Le credenze limitanti nel lavoro frenano la crescita senza che te ne accorga. Scopri come riconoscerle e superarle prima che diventino un ostacolo reale.

C’è qualcosa che frena la crescita delle persone più di qualsiasi ostacolo esterno.

Non è la mancanza di competenze. Non è il mercato difficile. Non è la congiuntura economica.

Sono le convinzioni che portiamo dentro. Quelle che diamo per scontate. Quelle che non mettiamo mai in discussione perché le sentiamo come verità.

Disimparare è un’abilità. Poco praticata

Nel percorso di crescita professionale si parla sempre di acquisire. Nuove competenze, nuove strategie, nuovi strumenti.

Allo stesso tempo c’è un’abilità altrettanto potente che viene quasi sempre ignorata: la capacità di disimparare.

Di riconoscere che alcune cose che abbiamo creduto vere fino a ieri oggi ci frenano. E lasciarle andare consapevolmente.

Non si tratta di rinnegare il passato. Si tratta di scegliere cosa portare avanti e cosa lasciare indietro.

Perché è così difficile cambiare modo di pensare

Le neuroscienze ci aiutano a capire cosa succede davvero.

Gran parte delle nostre azioni quotidiane è governata da schemi automatici costruiti sulle esperienze passate.

Il cervello funziona per economia: quello che ha già fatto lo ripete, perché costa meno energia.

Molte credenze si formano nell’infanzia, si consolidano con le esperienze e diventano una specie di verità assoluta.

Non le mettiamo in discussione perché non le percepiamo nemmeno più come convinzioni. Le percepiamo come realtà.

Se fin da piccoli abbiamo interiorizzato che per avere successo bisogna fare tutto da soli e a tutti i costi,

quella convinzione la porteremo nel team, nella delega, nella leadership.

Anche quando ci costa il doppio dell’energia e produce la metà dei risultati.

In ambito imprenditoriale questo si vede continuamente.

Manager e imprenditori rimasti bloccati in modalità operative che un tempo funzionavano e oggi frenano la crescita propria e dell’azienda.

Non si tratta di mancanza di capacità. Ma del fatto che nessuno ha mai messo in discussione quel modo di lavorare.

“Si è sempre fatto così” è forse la credenza limitante più diffusa nelle PMI italiane.

Tu l’hai mai detta o sentita nella tua esperienza?

Come si manifesta nella realtà quotidiana

Le credenze limitanti non arrivano con un’etichetta.

Si nascondono dentro comportamenti abituali, dentro reazioni automatiche, dentro frasi che diciamo senza pensarci.

Eccone alcune che incontro spesso.

  • “Se voglio che una cosa sia fatta bene devo farla io.” Porta all’incapacità di delegare e a un carico di lavoro insostenibile nel tempo.
  • “Non posso mostrare incertezza davanti al team.” Porta a una leadership rigida che non lascia spazio alla fiducia reciproca, al confronto ed estremizza il bisogno di perfezione ( che per altro, la perfezione non esiste)
  • “I conflitti vanno evitati.” Porta a tensioni che si accumulano fino a diventare ingestibili. Puoi approfondire come le credenze limitanti impattano sul modo in cui comunichi  è uno dei punti in cui questo meccanismo si vede meglio.
  • “Non ho tempo per fermarmi a riflettere.” Porta a un’operatività frenetica che non produce mai il salto qualitativo che si cerca.

Ti riconosci in qualcuna di queste?

Il momento in cui qualcosa cambia

Bertrand Russell ha dedicato gran parte della sua vita a smontare dogmi e preconcetti, sottolineando come ciò

che crediamo di sapere possa diventare il nostro ostacolo più grande.

È una provocazione potente. Perché siamo abituati a pensare che la conoscenza ci liberi.

Allo stesso tempo a volte è esattamente la convinzione di sapere già come stanno le cose che ci impedisce di vedere quello che sta cambiando intorno a noi.

Il mondo cambia continuamente. Chi non è disposto a rivedere le proprie idee rischia di restare indietro.

Non per mancanza di intelligenza. Per eccesso di certezza.

Quindi sì, la conoscenza ci rende liberi.  perchè ci abitua a ragionare a informarci a verificare, ad apporfodire ad andare oltre l’apparenza, i preconcetti, i dictat.

Il sapere di non sapere ci mette nella condizione di sapere bene e meglio.

Tre passaggi concreti per iniziare

Non serve una rivoluzione. Serve iniziare a osservarti con occhi diversi.

  1. Interroga le tue convinzioni

Prendi una convinzione che guida il tuo modo di lavorare.

Chiediti: questa idea mi è davvero utile oggi oppure la porto avanti solo per abitudine?

Spesso difendiamo opinioni solo perché le abbiamo sempre considerate vere.

Metterle in discussione non significa avere torto. Significa essere disposti a crescere.

      2. Esponiti a punti di vista diversi dal tuo

Il bias di conferma è la tendenza a cercare le informazioni che confermano ciò che già crediamo.

È automatico. È anche vero che puoi allenare la mente a fare il contrario.

Confrontati con persone che la pensano diversamente. Leggi autori che sfidano le tue posizioni.

Non per convincerti che hai torto. Per allargare la prospettiva.

       3. Abbraccia l’incertezza come segnale positivo

Il cambiamento fa paura perché porta in territorio sconosciuto. Allo stesso tempo è esattamente lì che risiede la crescita reale.

Accettare di non avere tutte le risposte non è debolezza. È il punto di partenza per imparare qualcosa di nuovo.

Puoi approfondire come il mindset cambia il modo in cui affronti le situazioni difficili  è il collegamento diretto tra il lavoro sulle credenze e i risultati concreti.

Prima di chiudere

Come diceva Eraclito: “Nulla è permanente tranne il cambiamento.”

La domanda non è se le cose cambieranno intorno a te.

Cambieranno.

La domanda è se sarai disposto a cambiare il modo in cui le guardi.

C’è una convinzione che stai portando avanti da tempo senza mai metterla in discussione?

Una che magari senti già un po’ stretta ma che non hai ancora trovato il coraggio di esaminare?

Scrivimi. Parliamone.

Fallo da  qui

 

A presto

Maria Christina Messina

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